Un altro mostro.
Odiatelo.
____________________________________________________
Fogne fra i miei piedi
Impeti sognanti
Maggio marcisce
Autobus lasciami, mollami
all'altare
sacrifica un altro cane
Non sono mi padre
Non sono mio padre
Volo sul cemento
Fiumi di catrame
Fiumi di me.
lunedì 16 aprile 2012
domenica 15 aprile 2012
venerdì 13 aprile 2012
Dovresti leggere libri più costruttivi.
Interno giorno.
Terzo piano del liceo scientifico YYY, classe XXX.
Le lancette dell'orologio indicano le 10 e 35, mancano solo 5 minuti all'intervallo.
Niente può andare storto, già pregusto il caffè della macchinetta.
''Fluorescent Sidekick vieni, ho corretto i temi delle olimpiadi della filosofia''.
La voce squillante della professoressa interrompe i miei sogni di lunga vita, pace e prosperità.
Mi avvicino con passo lento alla cattedra, tentenno alla ricerca di una via di fuga.
O di una fune di fuga.
Funzionava con le caverne piene di zubat vuoi che non funzioni ora?
E invece lemme lemme raggiungo il patibolo.
Ci scommetto il culo che non ha compreso appieno il mio elaborato.
Bingo, tombola, BULLSEYE...
''Ma le pensi davvero le cose che hai scritto?'' dice lei con un'aria a metà fra il sarcastico e l'incredulità.
''Certo'' rispondo io con faccia tosta.
Da questo momento in poi c'è solo il vuoto.
La conversazione si perde nel nulla.
Cerco di spiegarle la mia visione della società dopo aver letto alcune opere di Grant Morrison e aver preso parte ad una lezione del filosofo italiano Umberto Galimberti.
La disintegrazione dell'identità a favore della libertà individuale eccetera eccetera.
Niente da fare.
E' come parlare con un muro.
Un muro coi paraocchi.
Sordo dalla nascita.
Alla fine cedo, dò la colpa alla mia giovane età, al costante desiderio dei piccoli uomini di voler cambiare il mondo.
Mi riempio la bocca di luoghi comuni.
Lei annuisce soddisfatta, l'ordine è stato di nuovo ristabilito.
E la prof. nella mia mente assume l'aspetto del Cancelliere Palpatine, del capitano Beatty di Fahreneit 451, dell'agente Smith, del parroco del mio quartiere, degli Arconti.
Io invece le devo sembrare un sovversivo, un fighetto indie-bohémien che crede di riuscire a sovvertire l'ordine con semplici trip mentali.
E mi sarebbe stato anche bene, d'altronde non ha tutti i torti.
Ma prima di lasciarmi andare come ogni guida morale, come ogni precettore ha voluto darmi un consiglio. Per salvarmi da me stesso, certo.
''Dovresti leggere libri più costruttivi.''
Che è come dire ''Esegui l'Ordine 66''.
La condanna definitiva.
Senza nemmeno averli letti il Cancelliere Palpatine ha giudicato le mie letture manchevoli di sostanza. E vanno evitate, cestinate, bruciate.
Nella sua testa la grande purga era già iniziata.
Nella mia invece un piccolo King Mob mi masturbava le orecchie cantando: Say you want a revolution!
E ci mancava poco che esplodessi, che la fulminassi in un impeto di rabbia.
Ma la rabbia porta al Lato Oscuro.
E io invece sono un fighetto indie-bohémien convinto di sovvertire l'ordine con semplici trip mentali.
Sono uno jedi, come mio padre prima di me.
E va bene così.
Terzo piano del liceo scientifico YYY, classe XXX.
Le lancette dell'orologio indicano le 10 e 35, mancano solo 5 minuti all'intervallo.
Niente può andare storto, già pregusto il caffè della macchinetta.
''Fluorescent Sidekick vieni, ho corretto i temi delle olimpiadi della filosofia''.
La voce squillante della professoressa interrompe i miei sogni di lunga vita, pace e prosperità.
Mi avvicino con passo lento alla cattedra, tentenno alla ricerca di una via di fuga.
O di una fune di fuga.
Funzionava con le caverne piene di zubat vuoi che non funzioni ora?
E invece lemme lemme raggiungo il patibolo.
Ci scommetto il culo che non ha compreso appieno il mio elaborato.
Bingo, tombola, BULLSEYE...
''Ma le pensi davvero le cose che hai scritto?'' dice lei con un'aria a metà fra il sarcastico e l'incredulità.
''Certo'' rispondo io con faccia tosta.
Da questo momento in poi c'è solo il vuoto.
La conversazione si perde nel nulla.
Cerco di spiegarle la mia visione della società dopo aver letto alcune opere di Grant Morrison e aver preso parte ad una lezione del filosofo italiano Umberto Galimberti.
La disintegrazione dell'identità a favore della libertà individuale eccetera eccetera.
Niente da fare.
E' come parlare con un muro.
Un muro coi paraocchi.
Sordo dalla nascita.
Alla fine cedo, dò la colpa alla mia giovane età, al costante desiderio dei piccoli uomini di voler cambiare il mondo.
Mi riempio la bocca di luoghi comuni.
Lei annuisce soddisfatta, l'ordine è stato di nuovo ristabilito.
E la prof. nella mia mente assume l'aspetto del Cancelliere Palpatine, del capitano Beatty di Fahreneit 451, dell'agente Smith, del parroco del mio quartiere, degli Arconti.
Io invece le devo sembrare un sovversivo, un fighetto indie-bohémien che crede di riuscire a sovvertire l'ordine con semplici trip mentali.
E mi sarebbe stato anche bene, d'altronde non ha tutti i torti.
Ma prima di lasciarmi andare come ogni guida morale, come ogni precettore ha voluto darmi un consiglio. Per salvarmi da me stesso, certo.
''Dovresti leggere libri più costruttivi.''
Che è come dire ''Esegui l'Ordine 66''.
La condanna definitiva.
Senza nemmeno averli letti il Cancelliere Palpatine ha giudicato le mie letture manchevoli di sostanza. E vanno evitate, cestinate, bruciate.
Nella sua testa la grande purga era già iniziata.
Nella mia invece un piccolo King Mob mi masturbava le orecchie cantando: Say you want a revolution!
E ci mancava poco che esplodessi, che la fulminassi in un impeto di rabbia.
Ma la rabbia porta al Lato Oscuro.
E io invece sono un fighetto indie-bohémien convinto di sovvertire l'ordine con semplici trip mentali.
Sono uno jedi, come mio padre prima di me.
E va bene così.
martedì 10 aprile 2012
Blu e nero
Ho riflettuto molto sul pubblicare o meno questo scritto.
Perchè non so bene cosa sia.
Sembra una poesia, ma io non sono un poeta, non ho il diritto di definirmi ''poeta''.
Ma alla fine il blog è mio e non ho mai temuto le critihe, quindi eccolo qua.
Il mio primo mostro, il mio primo aborto mancato,
Ma non temete, ne verranno altri.
____________________________________________________________
Blu e nero
colori altolocati e sognanti
in incubi continui
notti sconosciute tra i tuoi polmoni
Bruci fiamminga
cenere sfumata di oblio
nel metallo bucherellato
giovane come il tuo ventricolo destro
Baci bile
ascolto la tua anestetica afonia
le tue frasi sono puttana
le tue labbra sono una mongolfiera che vaneggia
Blu e nero
emotività scadente di Aprile
il fascismo nel mio giudicare
sembro un elefante, ragiono col mio pene.
Con le mie pene.
Perchè non so bene cosa sia.
Sembra una poesia, ma io non sono un poeta, non ho il diritto di definirmi ''poeta''.
Ma alla fine il blog è mio e non ho mai temuto le critihe, quindi eccolo qua.
Il mio primo mostro, il mio primo aborto mancato,
Ma non temete, ne verranno altri.
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Blu e nero
colori altolocati e sognanti
in incubi continui
notti sconosciute tra i tuoi polmoni
Bruci fiamminga
cenere sfumata di oblio
nel metallo bucherellato
giovane come il tuo ventricolo destro
Baci bile
ascolto la tua anestetica afonia
le tue frasi sono puttana
le tue labbra sono una mongolfiera che vaneggia
Blu e nero
emotività scadente di Aprile
il fascismo nel mio giudicare
sembro un elefante, ragiono col mio pene.
Con le mie pene.
lunedì 9 aprile 2012
Hawkworld di Timothy Truman.
Sono molto legato a questa recensione.
Perchè è la prima recensione , parafrasando Morgan dei Bluvertigo, con un senso.
La prima di cui sono stato davvero fiero e di cui lo sono tutt'ora, nonostante siano passati due anni.
Dunque leggetela(se ne avete voglia) e commentate(se ne avete voglia).
Ma soprattutto siate buoni, che ero un giovinetto di 16 anni quando l'ho scritta.
P.S. Il fumetto è bellerrimo. Giuro.
_________________________________________________________________________________
Testi: Timothy Truman
Disegni: Timothy Truman
Chine: Quique Alcatena
Edizione originale: Hawkworld #1-3,
Edizione italiana: HAWKWORLD Volume unico, brossurato, Planeta Deagostini
Disegni: Timothy Truman
Chine: Quique Alcatena
Edizione originale: Hawkworld #1-3,
Edizione italiana: HAWKWORLD Volume unico, brossurato, Planeta Deagostini
Per te e i tuoi amici aristocratici
la vita è sempre stata un banchetto. Ma dimmi, quando hai sentito la
necessità di alzarti dalla tavola, ti sei mai chiesto… Dove finisce…
Tutto ciò che scarichi nel cesso?
Immaginatevi un pianeta di nome Thanagar
in cui la società sia rigidamente classista e divisa in aristocratici e
in poveri. Questi ultimi vivono nei bassifondi e sono composti per la
maggior parte da alieni schiavizzati e sfruttati dopo che i Thanagariani
hanno conquistato i loro pianeti di origine, e di essi fanno parte
anche ex-detenuti umani soprannominati ”senza ali”, ”carne morta” e
”pezzi di carne”.
I ricchi invece rappresentano il fior fiore della società thanagariana, vivono nelle cosiddette ”Alte Torri” e conducono una vita spensierata e fatta di eccessi, assumendo droghe e sfruttando la cultura delle razze sottomesse, quasi dimenticandosi delle loro usanze. Inoltre c’è anche una forza di polizia alata chiamata Wingmen, composta unicamente da Thanagariani chiamata “teoricamente” a mantenere l’ordine.
I ricchi invece rappresentano il fior fiore della società thanagariana, vivono nelle cosiddette ”Alte Torri” e conducono una vita spensierata e fatta di eccessi, assumendo droghe e sfruttando la cultura delle razze sottomesse, quasi dimenticandosi delle loro usanze. Inoltre c’è anche una forza di polizia alata chiamata Wingmen, composta unicamente da Thanagariani chiamata “teoricamente” a mantenere l’ordine.
Questo è lo scenario in cui si svolge Hawkworld, storia tipicamente revisionista che avrebbe dovuto rilanciare il personaggio di Hawkman dopo Crisi sulle Terre Infinite, anche se attualmente è fuori continuity. Timothy Truman
ne è sia lo scrittore che il disegnatore, e con questo fumetto ha vinto
nel 1991 il premio Haxtur per la migliore storia lunga. Alle chine
invece c’è l’ argentino Enrique ”Quique” Alcatena.
Il protagonista è Katar Hol,
giovane aristocratico appassionato di storia antica che decide di
entrare negli Wingmen ispirato dal più grande eroe nella storia del suo
popolo, ovvero Kalmoran, che in tempi antichi aveva
liberato i Thanagariani da una lunga tirannia. Egli è inoltre figlio di
Paran Katar, inventore delle ali che permettono di sfruttare il metallo
antigravità Nth e con le quali gli stessi Wingmen sorvegliano il
pianeta.
Nel corso della storia egli capirà che le usanze della sua gente sono state ormai corrotte da quelle degli alieni sottomessi, e nello stesso momento si renderà conto che gli alieni, che il governo afferma essere privilegiati, in realtà vengono sfruttati nelle Alte Torri fino allo stremo per poi essere spediti nei bassifondi.
Nel corso della storia egli capirà che le usanze della sua gente sono state ormai corrotte da quelle degli alieni sottomessi, e nello stesso momento si renderà conto che gli alieni, che il governo afferma essere privilegiati, in realtà vengono sfruttati nelle Alte Torri fino allo stremo per poi essere spediti nei bassifondi.
La maturazione di Katar
è la parte predominante nella narrazione di Truman. Egli riesce a
comunicare al lettore i sentimenti contrastanti del giovane che, se da
un lato vuole essere fedele al suo popolo e alle sue leggi, dall’altro
sa che le cose non possono più andare avanti in questo modo, non
riuscendo più sopportare le ipocrisie sociali della sua gente.
Inoltre è interessante notare la sua ideologia e i suoi valori: Katar infatti è un ragazzo molto conservatore e orgoglioso degli usi e costumi del suo popolo, e arriva quasi a disprezzare quelli alieni. Nonostante ciò ha però pietà degli alieni stessi, tanto che nel corso della vicenda aprirà un ambulatorio segreto nei bassifondi dove aiutarli fornendo loro medicine e assistenza.
Inoltre è interessante notare la sua ideologia e i suoi valori: Katar infatti è un ragazzo molto conservatore e orgoglioso degli usi e costumi del suo popolo, e arriva quasi a disprezzare quelli alieni. Nonostante ciò ha però pietà degli alieni stessi, tanto che nel corso della vicenda aprirà un ambulatorio segreto nei bassifondi dove aiutarli fornendo loro medicine e assistenza.
Menzione a parte va fatta per parte
dedicata alla prigionia del protagonista sull’isola-penitenziario. Qui è
forte il parallelismo fra la condizione di recluso e la libertà in
realtà mai assaporata, in un mondo così lontano dal lusso delle Alte
Torri e senza poter disporre delle proprie ali. Se infatti il volo viene
spesso associato alla libertà, in questo caso, in un pianeta di uomini
falco, la libertà può essere trovata solo spiritualmente attraverso la
meditazione.
I disegni sono perfetti per il tono cupo e disperato della storia. Truman lascia delle intere pagine senza didascalie o dialoghi, scelta azzeccatissima che imprime maggiore drammaticità alle tavole.
Le chine di Alcatena inoltre rafforzano ancora di più la disperazione che si respira in ogni vignetta, e ciò che ne esce fuori è un affresco straordinariamente cupo.
Le chine di Alcatena inoltre rafforzano ancora di più la disperazione che si respira in ogni vignetta, e ciò che ne esce fuori è un affresco straordinariamente cupo.
E’ davvero incredibile quindi, a volte, come un fumetto possa far riflettere sulla società in cui viviamo.
Sono passati vent’anni da quando Hawkworld è stato pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti (era il 1989) eppure il mondo non è cambiato, anzi forse è addirittura peggiorato. Vent’anni e questo fumetto suscita ancora le stesse riflessioni e la stessa voglia di cambiare il mondo, un mondo che sta diventando sempre più simile a Thanagar.
E forse è proprio questo il messaggio più grande che traspare da quest’opera: possono toglierti tutto – la famiglia, la casa, il lavoro, gli affetti – ma se lo vuoi, se ci credi, c’è una cosa che non ti potranno mai portare via, ed è la voglia di combattere, di lottare per ciò che è giusto, di cambiare il mondo in meglio. Ognuno di noi può essere Katar, ognuno di noi può fare la differenza.
Sperando che non sia troppo tardi e che il nostro mondo non sia già come Thanagar.
link originale: http://www.dcleaguers.it/recensioni/hawkworld/
Sono passati vent’anni da quando Hawkworld è stato pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti (era il 1989) eppure il mondo non è cambiato, anzi forse è addirittura peggiorato. Vent’anni e questo fumetto suscita ancora le stesse riflessioni e la stessa voglia di cambiare il mondo, un mondo che sta diventando sempre più simile a Thanagar.
E forse è proprio questo il messaggio più grande che traspare da quest’opera: possono toglierti tutto – la famiglia, la casa, il lavoro, gli affetti – ma se lo vuoi, se ci credi, c’è una cosa che non ti potranno mai portare via, ed è la voglia di combattere, di lottare per ciò che è giusto, di cambiare il mondo in meglio. Ognuno di noi può essere Katar, ognuno di noi può fare la differenza.
Sperando che non sia troppo tardi e che il nostro mondo non sia già come Thanagar.
link originale: http://www.dcleaguers.it/recensioni/hawkworld/
venerdì 6 aprile 2012
Ho paura.
Ho paura del futuro.
Ho paura del passato.
Ho paura di non essere all'altezza delle aspettative.
Ho paura della solitudine.
Ho paura degli altri.
Ho paura di me stesso.
Ho paura dell'infelicità.
Ho paura delle malattie.
Ho paura della strega di Biancaneve.
Ho paura della matematica.
Ho paura della pagina bianca.
Ho paura dei disonesti.
Ho paura dei fascisti.
Ho paura dei nazisti.
Ho paura dei comunisti.
Ho paura degli anarchici.
Ho paura dei partiti.
Ho paure delle idee.
Ho paura di coloro che non hanno idee.
Ho paura di coloro che si astengono.
Ho paura degli stronzi.
Ho paura del silenzio.
Ho paura della tua ombra.
Ho paura del buio.
Ho paura degli insetti strani.
Ho paura del Joker.
Ho paura della paura.
Ho paura della mia insicurezza.
Ho paura dei tuoi occhi.
Ho paura della precarietà.
Ho paura del posto fisso.
Ho paura di non sapere abbastanza.
Ho paura di sapere troppo.
Ho paura della massa.
Ho paura della mole.
Ho paura dei compiti.
Ho paura della pigrizia.
Ho paura del nucleare.
Ho paura del Grande Fratello.
Ho paura del fuoco.
Ho paura dei totalitarismi.
Ho paura dei regimi.
Ho paura di questo blog.
Ho paura dei social network.
Ho paura di Internet.
Ho paura di Dio o chi per lui.
Ho paura di chi crede in Dio.
Ho paura dei tumori culturali.
Ho paura della musica moderna.
Ho paura dei bus.
Ho paura della stazione.
Ho paura del tuo sorriso gengivale.
Ho paura delle sigarette.
Ho paura delle droghe.
Ho paura degli eroi.
Ho paura dei palestrati.
Ho paura dei rissosi.
Ho paura dei miei amici.
Ho paura di Verona.
Ho paura dell'Adige.
Ho paura dei telegiornali.
Ho paura del poster di Che Guevara.
Ho paura dei fumetti.
Ho paura di Frank Miller.
Ho paura di Alan Moore.
Ho paura di Grant Morrison.
Ho paura di vivere di noia.
Ho paura di vivere in paranoia.
Ho paura di mio padre.
Ho paura di mio fratello.
Ho paura dell'ignoranza delle altre persone.
Ho paura di diventare un mostro.
Ho paura dei mostri di Dylan Dog.
Ho paura del tempo perso.
Ho paura dell'Italia.
Ho paura del mondo.
Ho paura del mio cellulare.
Ho paura delle radiazioni del mio cellulare.
Ho paura di diventare sterile.
Ho paura di diventare impotente.
Ho paura di perdere i capelli.
Ho paura della cecità.
Ho paura della sordità.
Ho paura di Marylin Manson.
Ho paura degli assassini.
Ho paura dei borghesi.
Ho paura di Dean Moriarty.
Ho paura dei supercriminali da fumetto.
Ho paura delle multinazionali.
Ho paura dell'economia.
Ho paura delle borse.
Ho paura della guerra.
Ho paura del petrolio.
Ho paura di dirti ciò che provo.
Ho paura di vivere nella paura.
Non ho paura di morire.
Perchè non avrò più paura.
Ho paura del passato.
Ho paura di non essere all'altezza delle aspettative.
Ho paura della solitudine.
Ho paura degli altri.
Ho paura di me stesso.
Ho paura dell'infelicità.
Ho paura delle malattie.
Ho paura della strega di Biancaneve.
Ho paura della matematica.
Ho paura della pagina bianca.
Ho paura dei disonesti.
Ho paura dei fascisti.
Ho paura dei nazisti.
Ho paura dei comunisti.
Ho paura degli anarchici.
Ho paura dei partiti.
Ho paure delle idee.
Ho paura di coloro che non hanno idee.
Ho paura di coloro che si astengono.
Ho paura degli stronzi.
Ho paura del silenzio.
Ho paura della tua ombra.
Ho paura del buio.
Ho paura degli insetti strani.
Ho paura del Joker.
Ho paura della paura.
Ho paura della mia insicurezza.
Ho paura dei tuoi occhi.
Ho paura della precarietà.
Ho paura del posto fisso.
Ho paura di non sapere abbastanza.
Ho paura di sapere troppo.
Ho paura della massa.
Ho paura della mole.
Ho paura dei compiti.
Ho paura della pigrizia.
Ho paura del nucleare.
Ho paura del Grande Fratello.
Ho paura del fuoco.
Ho paura dei totalitarismi.
Ho paura dei regimi.
Ho paura di questo blog.
Ho paura dei social network.
Ho paura di Internet.
Ho paura di Dio o chi per lui.
Ho paura di chi crede in Dio.
Ho paura dei tumori culturali.
Ho paura della musica moderna.
Ho paura dei bus.
Ho paura della stazione.
Ho paura del tuo sorriso gengivale.
Ho paura delle sigarette.
Ho paura delle droghe.
Ho paura degli eroi.
Ho paura dei palestrati.
Ho paura dei rissosi.
Ho paura dei miei amici.
Ho paura di Verona.
Ho paura dell'Adige.
Ho paura dei telegiornali.
Ho paura del poster di Che Guevara.
Ho paura dei fumetti.
Ho paura di Frank Miller.
Ho paura di Alan Moore.
Ho paura di Grant Morrison.
Ho paura di vivere di noia.
Ho paura di vivere in paranoia.
Ho paura di mio padre.
Ho paura di mio fratello.
Ho paura dell'ignoranza delle altre persone.
Ho paura di diventare un mostro.
Ho paura dei mostri di Dylan Dog.
Ho paura del tempo perso.
Ho paura dell'Italia.
Ho paura del mondo.
Ho paura del mio cellulare.
Ho paura delle radiazioni del mio cellulare.
Ho paura di diventare sterile.
Ho paura di diventare impotente.
Ho paura di perdere i capelli.
Ho paura della cecità.
Ho paura della sordità.
Ho paura di Marylin Manson.
Ho paura degli assassini.
Ho paura dei borghesi.
Ho paura di Dean Moriarty.
Ho paura dei supercriminali da fumetto.
Ho paura delle multinazionali.
Ho paura dell'economia.
Ho paura delle borse.
Ho paura della guerra.
Ho paura del petrolio.
Ho paura di dirti ciò che provo.
Ho paura di vivere nella paura.
Non ho paura di morire.
Perchè non avrò più paura.
giovedì 5 aprile 2012
Tornando sul Metal...
Ieri ho conosciuto il mio insegnante di basso.
Ed ecco... Sì insomma... E' tipo composto unicamente da ioni pisitivi immersi in un mare di elettroni(reticolo metallico).
Però sembra essere una persona simpatica, a modo ed eccezionalmente bassista.
Magari mi fa cambiare idea sui matallari, spero solo che lui non legga prima il mio blog.
Comunque mi ha aperto gli occhi sul fatto che io a riguardo dello strumento musicale ''diversamente alto'' non so una cippa.
Cose che ti annientano insomma.
Ma è stato estramente figo quando ha cominciato a descrivermi di quali tipologie di legname è composta la mia arma sonora, cosa che mi ha riportato alla mente il momento in cui Harry Potter deve scegliere la bacchetta.
''Il tuo basso è composto da palissandro, acero e... Becco di grifone!''
Il top insomma.
Sono certo che sarà l'inizio di una lunga collaborazione,sì. Tipo Batman e Robin, Sherlock e Watson, Cobain e la droga.
Che poi io come spalla sono fantastico, molto fluorescente!
P.S. Questo è il mio basso, rosicate pure.
Ed ecco... Sì insomma... E' tipo composto unicamente da ioni pisitivi immersi in un mare di elettroni(reticolo metallico).
Però sembra essere una persona simpatica, a modo ed eccezionalmente bassista.
Magari mi fa cambiare idea sui matallari, spero solo che lui non legga prima il mio blog.
Comunque mi ha aperto gli occhi sul fatto che io a riguardo dello strumento musicale ''diversamente alto'' non so una cippa.
Cose che ti annientano insomma.
Ma è stato estramente figo quando ha cominciato a descrivermi di quali tipologie di legname è composta la mia arma sonora, cosa che mi ha riportato alla mente il momento in cui Harry Potter deve scegliere la bacchetta.
''Il tuo basso è composto da palissandro, acero e... Becco di grifone!''
Il top insomma.
Sono certo che sarà l'inizio di una lunga collaborazione,sì. Tipo Batman e Robin, Sherlock e Watson, Cobain e la droga.
Che poi io come spalla sono fantastico, molto fluorescente!
P.S. Questo è il mio basso, rosicate pure.
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