Ho riflettuto molto sul pubblicare o meno questo scritto.
Perchè non so bene cosa sia.
Sembra una poesia, ma io non sono un poeta, non ho il diritto di definirmi ''poeta''.
Ma alla fine il blog è mio e non ho mai temuto le critihe, quindi eccolo qua.
Il mio primo mostro, il mio primo aborto mancato,
Ma non temete, ne verranno altri.
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Blu e nero
colori altolocati e sognanti
in incubi continui
notti sconosciute tra i tuoi polmoni
Bruci fiamminga
cenere sfumata di oblio
nel metallo bucherellato
giovane come il tuo ventricolo destro
Baci bile
ascolto la tua anestetica afonia
le tue frasi sono puttana
le tue labbra sono una mongolfiera che vaneggia
Blu e nero
emotività scadente di Aprile
il fascismo nel mio giudicare
sembro un elefante, ragiono col mio pene.
Con le mie pene.
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