martedì 17 dicembre 2013

Io sì.

Relazione a distanza, ad un palmo di naso.
Allusioni e illusioni.
Sei assente quando dai un volto ad Urano e Saturno, nel tuo quadernino a quadretti incustodito.
Giuro non l'ho letto.
Le mie pupille plutoniche che si allargano e restringono in preda a colpi di colore, forse hanno la febbre.
Te ne regalerò una per Natale per renderti più ricettiva agli stimoli visivi.
Intanto stanotte non mi restituirai la birra che mi devi da un milione di anni, non hai soldi per me o per una stanza ad ore, con un balcone su cui hanno installato un'insegna luminosa lampeggiante che recita più o meno così: ''CAPITALISM KILLS LOVE''.
Marcovaldo si rigira nella tomba e i figli presentano un esposto in Comune.
Mi chiedi se dovresti scrivere dal nulla ad una persona che non vedi da un milione di anni. A cui hai dato un bellissimo addio, di quelli veri, che non si torna indietro. Un bellissimo addio e un pessimo ricordo di voi.
Ti domandi cosa farei io al tuo posto.
Sì, io gli scriverei.
Io sì.

giovedì 12 dicembre 2013

Me lo scrivo.

Mi perseguiti, nella schiena
di tutte le ragazze
col cappotto verde e i capelli crespi.
Come a dicembre i rami degli alberi
In morte apparente, i tuoi capelli.
Le foglie che calpesti e di cui non ti curi,
mentre mi dici che sono marrone
marroni i tuoi capelli,
che una volta erano merli.
che una volte erano belli, bellissimi.
E quando sono io di schiena,
mi richiami per cognome
la pulsione del dissentire
dal sentire
invece ascolto, mi volto
ti saluto, sorrido
Se sai di cosa è fatto l'autunno
dimmelo
che me lo scrivo.