martedì 28 maggio 2013

Abbandono

Il problema ripetevi è che il nostro De Andrè si chiama Brondi
e il soggiorno s'annerisce ogni volta che stona poesie d'abbandono
un cimitero di tossici
zombie che si bucano dietro le lapidi
sotto le lapidi
sopra i cuscini
dietro i cuscini
del divano.
A me piace
A te fa piangere

A me piace ciò che ti fa piangere.

Ti rigiro sul divano
ignorando il cuculo di Nicholson alla tv
la tua tartaruga che fa il rumore del Niagara
il mio pene che vorrebbe pisciare
e venirti incontro
e iniziare guerre di movimento
o di posizione
trincee da penetrare

ma non ti tocco
per il terrore
che tu mi rinchiuda di nuovo
in cantina
cieco e solo
a stonare poesie d'abbandono,
non ti tocco
che ho sempre preferito ascoltare
piuttosto che
suonare male.

non ti tocco
 non dico niente
proprio come le stelle di Ferrè
mi schiacci le vertebre
per farmi urlare un sospiro
mi strappi i capelli
e immagino di intrecciare i tuoi
al fine di generare
code di comete
 con cui impiccarmi alla volta
dell'appartamento
sopra il divano
lontano dall'orbita di venere
dalle malattie veneree
e vivere nell'eutanasia

nello spazio nessuno
 mi sentirà strozzare un orgasmo
abbandonare il suono
con un rantolo
di disamore.

Nemmeno tu
che mi castri il tacere.


sabato 25 maggio 2013

Alimenti.

I tuoi libri tibetani.
I miei racconti cannibali.
I tuoi capelli corvini, per portarci sfortuna.
I miei nodi fra le ciglia, per non aprire più gli occhi.
I tuoi incubi. La mia insonnia.
La tua cura. Il mio dormire sul banco.
La tua psicologa. Il mio foglio vuoto.
Il mio scondinzolare. Il tuo evitare.
Il mio Kerouac.Il tuo  Krauer.
Il mio De Andrè. Il tuo Battiato.
Il tuo fingere. Il mio cercare.
Il tuo giorno dopo. Il mio giorno prima. Il mio scegliere.
Il tuo ''farti scegliere''.
Il tuo amore garantito. Il mio amore per amore.
La tua Bella Estate. Il mio Lungo Inverno.
I miei amici. Le tue amiche.
Le mie amiche. I tuoi amici.
I tuoi ''e lei chi è?''.
I miei ''carino lui''.
Il tuo chiedere mie notizie ai miei amici.
Il mio amico che si innamora delle tue richieste.
Il tuo assecondare.
Le mie battaglie silenziose.
Il mio scopare con ''Serve the Servants'' in sottofondo.
I tuoi abbracci assordanti fuori dai bar tedeschi.
Il mio evitare. Il tuo scodinzolare.
Il tuo scappare.
Il mio inseguirti solo per scroccarti da fumare.
Il mio odio per le tue amiche nichiliste.
Il tuo Nietzsche. Il mio Niente.
I miei anni luce di distanza.
I tuoi eterni ritorni.

La nostra solitudine è un divorzio da pagare senza alimenti
Che ci siamo mangiati pure il vomito
Che tu ingoi sempre
Ora
 io
muoio
di fame.




lunedì 13 maggio 2013

Rette parallele

Ci sono dieci sceneggiature che urlano nel cassetto. 5 pagine ciascuna.
Vogliono uscire, vogliono essere lette.
Le odio.

Ti ho dato il nome di una canzone che non riesco più ad ascoltare.
Versi da dimenticare, segreti da nascondere.
Imitando l'album della pecora e la chitarra di Francesco.

Scrivere una sceneggiatura.
Assurdo.
Come il mito di Sisifo.
Assurdo.
Che ho 19 anni e mi sono prefissato di leggere Camus.
Assurdo.
Raffigurarmi le immagini nella testa e poi fissarle su un foglio.
Assurdo.
Con tecnicismi e (pochissimo) mestiere.
Assurdo
Paesaggi interiori inquinati da dipingere con le parole. ''Noi stiamo rovinando tutto con le parole, queste maledette parole''.
Assurdo.
Spesso disegno. Poi scrivo.
Assurdo.
Lo faceva Gian Luigi Bonelli, lo fa Morrison.
Assurdo.

Che non ti ho mai amato.
''Dì le parole giuste, usale 'ste parole''.
L'ossessione.
''Bravo''.
L'ossessione per il suono, l'ossessione per le storie, l'ossessione per i versi, l'ossessione per il verde.
''Verde?''
I suoi occhi sono verdi.
''I miei sono marroni, ricordi? Lo scrivevi una volta, nelle lettere. Scritte al computer. Che non mi spedivi''.
Qualcuno diceva che non c'è niente di peggiore del vedersi restituire ancora chiuse le lettere d'amore.
''E quindi?''
Non sempre ci deve essere un ''quindi''. Accontentati di un Altrove.
''Sei cambiato''.
Ho cambiato ossessione.

Non leggo un fumetto da tre mesi.
No, non è vero. Ho letto ''L'intervista'' di Fior una settimana fa(bellissimo(e mi passerà questo vizio di mettere i superlativi assoluti fra parentesi un giorno. Lo giuro.)), ma l'ho comprato in libreria.
In fumetteria non ci vado da tre mesi.
E mi dispiace, perchè il proprietario mi stava simpatico.
Mi autoconvinco che in questo modo sarò meno influenzabile.
Come se la cultura fosse un'influenza, una malattia.
Stronzate.
Sto spendendo tutti i soldi in stronzate.
Che mi fanno ammalare.
Che mi fanno male.
I supereroi sono cultura. I supereroi non mi farebbero mai del male.
Anche se sto diventando un supercattivo.
E ti faccio del male.
E mi faccio del male.

Il piano è cadere dal terzo piano.
Insieme. Come Rette Parallelle.
Bruciare tutto ciò che ho scritto, per poi stare muti.
Nel gorgo.
Sono bravo a scivere di te, non a te.
Il piano è curvo.
Ci rincontreremo all'infinito.
Storti e felici, saremo supereroi.
Supereroi revisionati.
Saremo meglio di Bowie.
Di Berlino.
Dei Cantautori decaDENTI.

Tornerò a scrivere Bene.
E le sceneggiature le dipingerai su tutti i muri del mio cesso, per aiutarmi a cagare.
E le sceneggiature le dipingerai su tutti i muri della mia camera, per aiutarmi a dormire.
Tornerai a trovare fiori.
Non ti faranno male.
Non mi faranno male.

''C'è la tua canzone''.
Alza il volume.

domenica 12 maggio 2013

A ritroso.

Che mi dici che sono cambiato
che mi stuferò di lei
''non riesco a ricordare se stanotte ti ho sognato o immaginato''
l'ermetismo della sfinge, metà donna metà morte.
Il dualismo è un problema serio, non mi guardo allo specchio
da un po'
non so
che occhi guardare.
Giano bifronte
controcorrente.
Contro te.

''Il pasto buio''

Cambiato nome.
Colpa dell'insonnia.