martedì 28 maggio 2013

Abbandono

Il problema ripetevi è che il nostro De Andrè si chiama Brondi
e il soggiorno s'annerisce ogni volta che stona poesie d'abbandono
un cimitero di tossici
zombie che si bucano dietro le lapidi
sotto le lapidi
sopra i cuscini
dietro i cuscini
del divano.
A me piace
A te fa piangere

A me piace ciò che ti fa piangere.

Ti rigiro sul divano
ignorando il cuculo di Nicholson alla tv
la tua tartaruga che fa il rumore del Niagara
il mio pene che vorrebbe pisciare
e venirti incontro
e iniziare guerre di movimento
o di posizione
trincee da penetrare

ma non ti tocco
per il terrore
che tu mi rinchiuda di nuovo
in cantina
cieco e solo
a stonare poesie d'abbandono,
non ti tocco
che ho sempre preferito ascoltare
piuttosto che
suonare male.

non ti tocco
 non dico niente
proprio come le stelle di Ferrè
mi schiacci le vertebre
per farmi urlare un sospiro
mi strappi i capelli
e immagino di intrecciare i tuoi
al fine di generare
code di comete
 con cui impiccarmi alla volta
dell'appartamento
sopra il divano
lontano dall'orbita di venere
dalle malattie veneree
e vivere nell'eutanasia

nello spazio nessuno
 mi sentirà strozzare un orgasmo
abbandonare il suono
con un rantolo
di disamore.

Nemmeno tu
che mi castri il tacere.


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