Marco faccia dimmerda, Marco che l'ultimo giorno di superiori scrisse con l'indelebile sul banco "M'ILLUMINO DIMMERDA", Marco che ti lasciava conservare il vuoto.
Che ti lasciava partire. Avrebbe preferito lasciarti partorire, ma se ne accorse solo due settimane dopo.
Marco che ti lasciava andare.
Si strafece quella notte. Sua madre lo trovò svenuto sul pianerottolo, in overdose.
- Lo faceva anche Tondelli.
Si giustificò così Marco.
- Come se l'è presa nel culo lui, nessuno.
Il medico del pronto soccorso lo squadrò con una faccia che urlava "TI BIASIMO" mentre la flebo sprecava maltempo(a gocce) per far risorgere un aborto mancato.
Il secondo in due giorni.
Ma Marco non lo sapeva. Non sapeva mai un cazzo lui.
Il secondo in due giorni.
Ma Marco non lo sapeva. Non sapeva mai un cazzo lui.
E io mi sono rotto il cazzo di scrivere storielle insignificanti d'abbandono e di cercare per questa in particolare un finale lacrimogeno che rimandi ad un verso di "Son of a Gun" dei Vaselines. (Potete respirate ora).
Torna, te prego.
Che qui c'è un caldo boia. E il cielo non piscia manco per scherzo.
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