Saremo più eterei delle Chimere di Campana. E tu mi sussurrerai nell'ombelico "sei fissato con le chimere".
Distesi nel letto a rivoluzionare le giornate accarezzandoci il minimo indispensabile.
A ricordare il perchè non siamo alla deriva, come bottiglie straripanti ignoti poemi.
Le bottiglie di Corona a coronare il pavimento, che pulirai più tardi. Perchè sono un bambino e mi vizi.
E accudisci le chimere, le nutri col tuo seno, le svezzi, doni loro nuovi balocchi.
Ma non basta mai, mi distacco sciogliendomi. Vado alla deriva da solo.
"affonda adolescente" nei mari del cielo, "affonda adolescente" nel soffitto della mansarda.
Dai lucernari si vedono le nuvole, da quando non ci sei mi lasciano solo una gran voglia di sole.
Il leone divora la testa di capra sulla sua spalla, mentre stono ininterrottamente un fa7+.
Qui piove, spero che lì l'autunno sia in ritardo.
Che poi ti confondi coi colori dell'autunno e non riuscirò a trovarti.
"Mai più" e vorrei che il cielo fosse più alto.
Richiamo un viso pallido, quasi anoressico. Io sono anoressico. Non mangerò mai più.
"Mai più" e chiede spiegazioni sul mio letto, pieno di capelli bui, tenebre sulle lenzuola.
Sono la criniera della Chimera, ti devo sempre spiegare le ovvietà.
E ti dico che mi sto alterando, che nella nostra lingua vuol dire che non sopravviverò alla notte.
Sregolerò il suicidio lento.
Mi manca la nostra lingua, la tua lingua.
"Mai più" e i corvi divorano le chimere.
Che strasognano ancora nella mia immaginazione.
Sbranano l'amore.
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